Arci La Lo.Co.

I soci e le socie volontari/e

La nostra organizzazione è molteplice e mutevole. 

Il nucleo intorno a cui tutto questo prende vita è il punto ristoro, il piccolo bar che permette con la sua apertura mattutina, pomeridiana e serale, incroci, appuntamenti o anche incontri casuali. Il punto ristoro che permette di avere sempre uno spazio e un momento dove, prima o dopo incontri, attività, cene, concerti, riunioni, feste, lavori etc ci si possa incontrare informalmente, scambiare opinioni, chiacchierare, conoscersi.

E da qui parte un po’ tutto. Certo, il punto ristoro è anche in parte “polmone economico”. Certo, molte cose si progettano, organizzano, preparano e costruiscono anche a Circolo chiuso, ma la ricchezza di relazioni è mantenuta in vita dall’apertura costante e continuativa di spazi dove potersi incontrare. Quasi a qualsiasi ora, in giorni feriali o festivi.

Per questo abbiamo bisogno di essere in tanti e soprattutto di essere disponibili a metterci alla prova anche in ruoli che magari non fanno parte della nostra professionalità o storia.

Tenere aperto il Circolo, e quindi occuparsi del punto ristoro, significa darsi da fare dietro al bancone per offrire un servizio accogliente e inclusivo, ma anche essere tramite di quello che il Circolo è, di come funziona, di cosa organizza e delle sue potenzialità.

Allo stesso tempo, per chi si avvicina al Circolo, fare volontariato al banco è la corsia preferenziale per entrarvi a farne parte in modo sempre più attivo, di acquisire in poco tempo “le dinamiche” organizzative e conoscere persone ed attività…perché passa quasi sempre un po’ tutto da lì.

Non da ultimo, significa prendersi cura di un posto e delle persone che lo frequentano. Non esserne solo ospiti.

Questo non significa che essere volontario in LoCo voglia dire solo fare i turni al banco, o che si debbano necessariamente fare, ma sicuramente è il “ruolo” che richiede più presenze.

Numericamente parlando, quest’anno (2019) al netto di migrazioni, trasferimenti, passaggi, ritorni e nuove presenze abbiamo contato 76 volontari che si sono alternati (ovviamente con diversa continuità e frequenza in base alle disponibilità) al banco per assicurare l’apertura del Circolo di 7 giorni su 7 (i giorni di chiusura totale o parziale sono stati molto pochi). E con grande soddisfazione iniziamo (e questo è un augurio, ma anche un obiettivo sempre presente da qualche anno) annoverare tra i nuovi volontari attivi anche giovani under30!

Di queste 76 persone una quindicina hanno assicurato una disponibilità di uno o due turni alla settimana durante quasi tutto l’anno (e qui c’è da sottolineare la fondamentale presenza e vitalità del gruppo dei pensionati che ormai da qualche anno riesce a coprire la maggior parte dei turni di apertura della mattina, ma non solo), una quarantina si sono resi disponibili per uno o due di turni al mese e le restanti 20 circa hanno avuto una presenza più sporadica, perché magari più impegnati in altre “mansioni” o perché in certi periodi con meno disponibilità di tempo. Questo per quanto riguarda i turni al banco.

Sfioriamo le cento presenze “attive” (più o meno 97) aggiungendo i  volontari che, anche qui con continuità e frequenza diversa, hanno assicurato la “copertura” di ruoli indispensabili per il buon funzionamento delle attività: cucina, staff tecnico per concerti e spettacoli, organizzazioni di eventi, gestione gas, bookcrossing, cura e gestione degli spazi, dei magazzini, ma anche gestione del tesseramento, comunicazione etc.. Ruoli che spesso si alternano alla presenza al banco e viceversa.

Questa modalità organizzativa (ma anche direi fisiologica e di necessità) ha permesso, negli anni di coinvolgere sempre più persone e di far si che si creassero gruppi differenziati capaci di portare avanti le diverse attività che animano il Circolo.

Nel 2019 abbiamo avuto, sempre al netto di spostamenti, periodi di presenza più o meno continuativa un incremento di una decina di volontari rispetto all’anno precedente. Rafforzare il gruppo, sia numericamente sia come capacità di organizzarsi in gruppi interni che collaborano tra loro, rimane ancora un obiettivo attivo soprattutto perché avere un calendario dei turni che si “popola” facilmente di mese in mese, permette di poter essere sempre più propositivi,  efficaci e creativi nell’organizzazione delle attività e permette anche di mantenere quella dimensione di mutevolezza che non solo ama arricchirsi di nuovi arrivi e presenze, ma riesce a sostenere quella caratteristica tipica del mondo del volontariato di periodi di “distacchi” e ritorni.

Perché questa realtà possa continuare a essere e crescere è necessaria una partecipazione sempre più attiva.

Il Circolo è aperto perché ci si è.